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Il Sesso per i Maya


 

 

  L’ultimo numero di Arqueologia Mexicana è dedicato alla sessualità in Mesoamerica.

Quando gli spagnoli arrivarono in America Latina, considerarono le pratiche sessuali di molti gruppi indigeni come dei veri e propri tabù, in particolare quelli che avevano a che fare con profonde connotazioni sessuali-cosmogoniche. I pregiudizi intorno a questi aspetti della sessualità impedirono a quel tempo di rendere l’argomento oggetto di studi.

Per fortuna i tempi sono cambiati ed oggi c’è un’attività molto intensa per la ricerca di antichi codici, cronache coloniali, pezzi archeologici e dati etnografici, allo scopo di conoscere meglio le attività sessuali degli antichi abitanti del Messico.

Per la verità si iniziò negli anni Venti dello scorso secolo a collezionare oggetti preispanici legati alla sessualità, da Huasteca e dalle regioni Maya, ma essi furono collocati in una sala segreta, non visitabile, presso l’ex Museo Nazionale.

Ora, la rivista pubblicata dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia finalmente ci fa conoscere tutte le sfumature della sessualità tra gli antichi popoli Maya ed anche le loro trasgressioni.

Come dice l’antropologo Alfredo Lopez Austin, ciascuna di queste culture ha avuto un atteggiamento particolare di fronte all’erotismo. Tra i più “gentili” erano gli abitanti della regione nordorientale di Huasteca e gli appartenenti alle culture Otomi, i quali credevano di essere stati creati da dei lussuriosi.

“Tra i Nahuas, il piacere sessuale veniva invece percepito come un dono divino, tanto quanto il cibo, la gioia, la forza vitale e il riposo giornaliero. Si trattava di moderare il godimento di quel dono, così come i regali di altro tipo provenienti dalle divinità”.

I codici, le pitture rupestri e leggende ci rivelano che all’epoca vi erano più modalità di vivere l’esperienza erotica: l’identità sessuale, ad esempio, era fluida, non nettamente definita. Alcune scene mostrano gli antichi dèi copulare, con falli enormi, sia con altre Dee che con umane, prigioniere di guerra.

La masturbazione del membro virile è una delle scene più riprodotte nelle sculture e nelle pitture rupestri, dal momento che si riteneva che il seme maschile fosse in grado di fertilizzare anche il suolo. Carlos Navarrete sostiene, nel suo articolo, che questo atto sarebbe stato una costante fino ai tempi della colonizzazione spagnola.

Dr. Walter La Gatta

http://ilsessoelamore.it/lamore-e-il-sesso-al-tempo-dei-maya/

 
   
 

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